Il duello alla TV Boschi-Vannacci e il rischio di non essere credibili
Vannacci vs Boschi. Un incontro/scontro che andato in onda alla Rai fra il fondatore dell’associazione “Il Mondo al Contrario” e la “velina” di Italia Viva.
Da un lato il Generale, gongolante del risultato positivo dell’ultradestra tedesca Afd. Dall’altro, direttamente nello studio TV, Maria Elena Boschi che, pur avendo dichiarato di non avere letto il libro del Generale, lo attacca esplicitamente su diversi argomenti scritti
Ma soprattutto l’Onorevole Boschi lo ha sfidato in quanto esponente della Lega. Ed è qui che forse la ex-Ministro nel Governo Renzi ha sbagliato. Infatti durante i 20 minuti della trasmissione si è limitata a evidenziare la relazione di alleanza politica giallo-verde del periodo Covid di Conte e Salvini, ha riferito delle uscite di Tajani contro i risultati delle elezioni tedesche e le conseguenze sul Governo Meloni, ha fatto riferimento alla ricca elargizione di ben “80 euro” che Renzi aveva “sparso” qua e là alle famiglie italiane.
Vannacci, imperturbabile, l’ha lasciato parlare rintuzzandola su più fronti. Ma l’impressione che ha dato il Generale, è che della Lega a lui interessasse poco.
Anzi forse proprio niente Vannacci non ha fatto un accenno alla Lega. Non ha mai nominato a Salvini. E’ rimasto totalmente distaccato di fronte alle tematiche della politica italiana, esprimendo invece a piene mani giudizi su come è la sua politica a Strasburgo. Dichiara di essere un “sovranista che ama la propria Patria” e a cui questa Europa “non piace”.
E men che mai gli piacciono le guerre “votate anche da Italia Viva”
Il sorriso non lo perde neanche quando invita la Boschi, e tutti i partiti della sinistra italiana, di fare un serio esame sul perché una parte dell’elettorale storico li sta abbandonando. Si sente fuori onda la voce dell’onorevole Boschi la quale dice “che il suo partito non fa parte della sinistra”.
Ma successivamente si contraddice parlando in prima persona come donna della sinistra.
Il Generale non ha perso il sorriso neanche quando la Boschi ha mostrato una foto: “Lo sa che la leader donna di Afd è sposata con una donna?, “e se lei fosse beccato con un trans?”. Domande davvero inappropriate
Il duello Boschi/Vannacci è durato poco, venti minuti appunto. Ma non ha lasciato di fatto niente ai telespettatori. Entrambi i contendenti non sono riusciti ad esprimere concetti completi. Tutto è rimasto irrisolto, incompleto, evanescente. Tutto è passato in secondo piano dal successivo servizio della trasmissione di Massimo Giletti che riguardava Fedez e il “caso ultras dell’Inter”.
Boschi/Vannacci sono risultati personaggi in cerca di autori.
La bionda onorevole aretina non è risultata credibile. Il suo leader Renzi appare poco nel panorama politico italiano
Italia Viva è un partito che stenta a raggiungere il 3%. Per lei quindi c’è poco da aggiungere oltre.
Dall’altra il Generale che ad oggi non ha ancora la forza (o il coraggio) di creare un partito proprio, slegato da Salvini. Eppure anche dall’incontro da Giletti si è potuto comprende quanto il Vannacci-pensiero sia distante dal segretario della Lega.
Vannacci, se vuole in futuro ottenere spazio nella politica italiana, deve avere la capacità di diventare lui stesso leader di un partito politico. E lo deve diventare presto, quando il “ferro” è ancora bello caldo dal tour del libro “Il Mondo al Contrario” con i media schierati, pronti a far cassa di risonanza
Vannacci deve cominciare a cogliere l’attimo prima che gli sfugga tutto di mano. Perché Vannacci sta rischiando. Sta rischiando di vedere sbriciolare il progetto che lui, assieme a una manciata di fedelissimi, stavano creando.
Salvini non gli renderà, da oggi in poi, vita facile. Già ora sta facendo “Muro” contro il Generale. Perché lui è un personaggio scomodo e temuto. E soprattutto è pericoloso per il leader del carroccio.
Fin da adesso, per prepararsi alle prossime elezioni amministrative regionali, il movimento del Generale deve trasformarsi in partito, partecipare ai tavoli delle candidature, proporre propri programmi e propri progetti, presentarsi con una identità ben identificata. Senza paura.
Senza timore
Le conseguenze potrebbero essere la perdita di credibilità. Proprio adesso. E con la destra in crescita ovunque, sarebbe un grave errore.
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