SICUREZZA, LEGALITÀ E GIUSTIZIA SOCIALE: IL DISEGNO DI LEGGE DEL GOVERNO MELONI COME RISPOSTA ETICA ALLE SFIDE DEL PRESENTE
In un contesto segnato da tensioni sociali, violenze urbane e una crescente percezione di impunità, il Disegno di Legge Sicurezza presentato dal Governo Meloni si propone come una svolta non solo normativa, ma profondamente morale. Un provvedimento che guarda oltre le contingenze politiche per rilanciare un’idea alta di Stato: garante della legalità, della dignità delle persone e della coesione sociale.
L’obiettivo, secondo l’esecutivo, non è quello di restringere libertà o limitare diritti, ma ripristinare un equilibrio tra libertà e responsabilità, tra diritti e doveri. Una risposta strutturata e coerente alle nuove minacce che colpiscono la convivenza civile e mettono a dura prova il tessuto democratico del Paese
“La sicurezza non è una concessione dello Stato, ma un diritto inalienabile delle persone – ha dichiarato la presidente del Consiglio Giorgia Meloni – Non esiste libertà senza legalità, non esiste giustizia senza responsabilità.”
Nel cuore del provvedimento vi è un messaggio preciso: la libertà di manifestare non può tradursi nel diritto di bloccare una città. Blocchi stradali e ferroviari, danneggiamenti e violenze durante le proteste non saranno più tollerati
Il DDL introduce pene più severe per chi strumentalizza le piazze trasformandole in teatri di scontro, restituendo così centralità e legittimità a chi protesta pacificamente.
È una risposta a una degenerazione del dissenso, che finisce per penalizzare i cittadini comuni e alimentare un clima di prevaricazione. “Difendere la libertà – è la linea del governo – significa anche difenderla dai suoi abusi”.
Il secondo pilastro del disegno di legge riguarda le forze dell’ordine, troppo spesso lasciate sole in prima linea. Il testo introduce un reato autonomo per le lesioni agli agenti, inasprisce le pene per chi aggredisce pubblici ufficiali, istituisce un fondo per le spese legali del personale in servizio e promuove l’uso esteso delle bodycam
Un pacchetto di misure che mira a riconoscere il valore di chi serve lo Stato ogni giorno e garantire strumenti concreti per operare con efficacia, serenità e trasparenza. “Chi indossa una divisa non sarà più lasciato solo”, è il principio guida di questa scelta normativa e culturale.
Il DDL affronta anche il tema dell’immigrazione con pragmatismo e valori chiari. Prevede l’obbligo di presentare un permesso di soggiorno per acquistare SIM telefoniche, per contrastare fenomeni criminali e ridurre l’anonimato nei circuiti illeciti.
Ma il punto più rilevante riguarda la cittadinanza: per chi, pur naturalizzato, si rende colpevole di terrorismo, è prevista la possibilità di revoca dello status
Una norma che non colpisce indiscriminatamente, ma sancisce un principio fondamentale: la cittadinanza è un legame di fiducia, non un automatismo. Chi tradisce questo legame, rompendo il patto con la comunità nazionale, ne risponde.
Come ha ricordato il sottosegretario all’Interno Nicola Molteni, “la legalità non è un’opzione politica, ma una necessità etica”.
Il DDL Sicurezza non nasce da pulsioni autoritarie, ma da una visione culturale profonda: lo Stato deve tornare a essere autorevole, giusto e presente. E deve saper distinguere tra chi rispetta le regole e chi le calpesta
È proprio in questo quadro che il provvedimento si inserisce come una riforma che unisce, non che divide. Un disegno coerente con l’identità del centrodestra: uno Stato vicino ai cittadini perbene, saldo nella difesa dei valori fondanti della Repubblica, capace di ascoltare le paure senza cavalcarle, ma traducendole in soluzioni concrete.
Il DDL Sicurezza rappresenta una presa di responsabilità verso chi ogni giorno chiede protezione, ordine e giustizia. È una riforma che non mortifica la libertà, ma la rende concreta
Che non punisce per vendetta, ma agisce per rafforzare il patto sociale. Che non si piega all’ideologia, ma si fonda sull’etica della responsabilità.
Il Governo Meloni, con questo provvedimento, riafferma un’idea di Stato forte ma giusto, che protegge e non che arretra, moderno ma saldo nei valori, presente senza essere invadente.
Perché senza sicurezza non c’è libertà
Ma senza giustizia, non c’è vera sicurezza. Ed è da qui che si costruisce una società più giusta, più coesa, più umana.
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